Educazione finanziaria: ecco perché dovrebbe diventare una materia scolastica

Oggi voglio trattare un tema a me molto caro ed estremamente importante per tutti coloro vogliano migliorare il proprio rapporto con il denaro: l’educazione finanziaria

Cos’è? Di che argomenti si occupa e, soprattutto, perché la reputo così importante da volerla inserire nel programma scolastico obbligatorio per tutti? Ne parliamo in questo articolo.

Buongiorno e bentornato caro lettore. Io sono Giuseppe, risparmiatore, investitore e fondatore del sito divulgativo Vivi con poco.it. Periodicamente fornisco articoli e spunti di riflessione per aiutarti a migliorare le tue capacità di risparmio, investimento e gestione consapevole del denaro. 

Educazione finanziaria: cos’è?

Chi mi legge da un pò lo sa, mi piace essere estremamente chiaro e semplice nell’esporre il mio punto di vista. Le spiegazioni troppo tecniche tendono ad essere noiose per la maggior parte dei lettori. Inoltre, nella quasi totalità dei casi, si possono divulgare concetti di qualità con un linguaggio semplice e diretto. 

Fatta questa premessa torniamo al cuore dell’articolo. 

Per educazione finanziaria intendo la disciplina che studia e insegna la gestione e il rapporto con il denaro. 

Già questo dovrebbe bastare a spiegare l’importanza della materia in oggetto. Il denaro è uno strumento necessario per la vita di tutti i giorni. Ci sono scuole per imparare ad usare il computer, per imparare a guidare una macchina o un camion, perché non si dovrebbe insegnare anche la gestione di uno strumento così importante?

I concetti principali 

Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), una buona educazione finanziaria di base, deve trasmettere allo studente conoscenza e consapevolezza su 4 concetti fondamentali: 

  • il denaro e le transazioni economiche;
  • la pianificazione e la gestione delle proprie finanze;
  • il rischio e il rendimento di un eventuale investimento;
  • le caratteristiche principali del mondo finanziario.

Inutile dire che mi trovo assolutamente d’accordo su tutta la linea. Non devi commettere il diffuso errore di pensare che la finanza sia un mondo lontano dalla tua vita. Essa è indissolubilmente legata alle nostre esistenze.

Lavoriamo per avere uno stipendio e usiamo i soldi guadagnati per comprare beni e servizi necessari tutti i giorni. Dobbiamo solo scegliere se spendere consapevolmente il nostro denaro oppure no. 
Non serve diventare analisti esperti come Warren Buffett, ne fantomatici guru della finanza. La cosa importante è acquisire sicurezza per gestire serenamente le problematiche quotidiane. Questo risultato lo si può ottenere con poche ore di studio, fatto bene con materiale di qualità.

Il prezzo dell’ignoranza

Secondo uno studio, compiuto dalla Banca Mondiale nel 2015, l’Italia occupa uno degli ultimi posti in Europa per quanto concerne l’alfabetizzazione finanziaria dei cittadini. Se pensiamo che “lo stivale” è il paese dove sono nate le banche, questo dato è ancora più sconcertante. 

Nello specifico, per lo studio sono state intervistate 150.000 persone, provenienti da 144 nazioni diverse. Il bel paese si colloca solo a metà classifica e, come scritto prima, nelle ultime posizioni in Europa con un tasso di alfabetizzazione finanziaria del 37%. 

Per darti qualche metro di paragone, Afghanistan e Yemen (ultimi in classifica) hanno un tasso del 13 – 14%. Fra gli stati più dotti in materia troviamo i paesi del Nord Europa (circa il 71%) seguiti da Canada (68%) e Regno Unito (67%).

Gli intervistati sono stati sottoposti a domande di finanza di base. Fra le più importanti troviamo:

  • conoscenza di concetti come inflazione, interesse composto, debito e sovraindebitamento;
  • prima casa: affitto o acquisto?;
  • differenza tra tasso fisso e tasso variabile in un mutuo?;
  • cos’è un investimento?;
  • conoscenza dei principali prodotti finanziari (azioni, obbligazioni, fondi, conti deposito etc) ed annessi rischi associati;
  • gestione dei risparmi in generale;
  • interlocuzione attiva con la propria banca.

Solo un terzo degli intervistati italiani ha saputo rispondere con chiarezza a queste domande, dimostrando un’educazione economica media. Il 66% invece, non ha saputo argomentare in maniera sufficiente o ha fatto scena muta.  

Principali conseguenze

Studio a parte, come influiscono questi dati sulla tua vita? La risposta è molto semplice. 

I due terzi degli italiani prende decisioni finanziarie senza consapevolezza.

Ancora oggi purtroppo, troppe persone gestiscono le proprie risorse per abitudini, retaggi del passato, consigli ricevuti da persone non qualificate ecc.

I risultati di tali scelte possono essere drammatici. Vuoi qualche esempio pratico? Ne riporto due:

  • tutti gli azionisti delle varie banche italiane, fallite dal 2011 al 2015, che hanno visto azzerare il valore dei propri risparmi investiti in azioni;
  • tutte le persone che ogni anno perdono all’asta la casa. 

Si potrebbe disquisire per ore sulle colpe dirette e indirette dei soggetti descritti ma, la dura e cruda realtà, è che la maggior parte di queste persone ha perso soldi perché ha intrapreso scelte finanziarie sbagliate.

Per quanto concerne i vari azionisti, le varie interviste televisive e le testimonianze dirette raccolte parlano chiaro: si sono fidati del proprio intermediario bancario in occasione dell’acquisto, senza entrare troppo nel merito di quello che stava comprando

Non erano consapevoli dei rischi associati alle azioni, non conoscevano il concetto di diversificazione né di costruzione di un portafoglio bilanciato, creato appositamente per loro. Risultato? Hanno investito tutti i loro risparmi e, a seguito del crollo delle quotazioni, hanno perso tutto, trovandosi sul lastrico

Discorso analogo per i cittadini che perdono la casa all’asta. La maggior parte di coloro che si trova impossibilitato a pagare il mutuo, si è fatto male i conti in fase di acquisto. Non ha valutato i costi accessori, eventuali spese di ristrutturazione o di manutenzione, ipotetici cali di entrate o non aveva sotto controllo le proprie finanze. 

Per darti un’idea dei volumi nel nostro paese, solo nel 2020, più di 95.000 immobili sono finiti all’asta. Sono numeri drammatici. 

Quante di queste disgrazie economiche si sarebbero potute evitare se gli interessati avessero avuto più conoscenza finanziaria e più consapevolezza?

La perdita per mancato guadagno

L’investimento o l’acquisto sbagliato non è l’unico problema. L’ignoranza finanziaria ti danneggia anche sotto un altro aspetto molto importante: il mancato guadagno

Hai mai sentito parlare di costo opportunità? In breve, essendo il denaro uno strumento finito, se utilizzi i soldi in un modo, non potrai utilizzare quella cifra per fare altro.

Esempio semplice. Hai 10 euro in tasca e molta fame. Hai voglia sia di pizza che di hamburger, ma costano 10 euro l’uno. Non potrai permetterti entrambi. Dovrai scegliere uno dei due, rinunciando all’altro piatto finché non avrai guadagnato nuovamente la cifra necessaria per il secondo acquisto.  L’esempio ti sembra ovvio? Bene, sappi che per le tue finanze è la stessa cosa.

Abbiamo capito che, a livello Europeo siamo uno dei popoli più ignoranti in materia. Storicamente l’ignoranza genera paura. Siamo naturalmente portati a temere ciò che non conosciamo e che non possiamo controllare. 

In questo contesto, la paura per le eventuali perdite dovute ad investimenti, la non fiducia verso le istituzioni bancarie o verso i consulenti e il contesto attuale, spinge troppi cittadini a lasciare i propri risparmi sul conto corrente.  

Il denaro depositato sul tuo conto corrente, anche se molti non lo sanno, è una classe di investimento vera e propria: la liquidità. Questa, come tutte le classi di attivo, ha dei vantaggi e degli svantaggi. 

Il principale vantaggio è sicuramente la stabilità e l’immediata disponibilità del denaro in caso di bisogno. Gli svantaggi però, che, soprattutto sul lungo periodo, possono essere rilevanti. La liquidità infatti:

  • subisce passivamente l’inflazione (perdita di potere di acquisto nel tempo);
  • non genera profitti: i soldi fermi sul tuo conto resteranno sempre uguali. Non avrai nessun interesse né rivalutazione del capitale nel tempo. 

Proprio per il discorso del costo opportunità, se decidi di “restare liquido” tenendo tutti i tuoi soldi fermi sul conto corrente, non potrai acquistare altre classi di attivo. E’ vero che queste hanno rischi maggiori, ma anche maggiori opportunità di remunerazione del capitale.

Se ti sembra poca cosa, sappi che nell’arco di un decennio, potresti perdere migliaia di euro sotto forma di mancato guadagno. Non a caso, anche per la resa del capitale, siamo fanalino di coda in Europa. 

I numeri possono aiutarti a capire meglio. 10.000 euro di capitale, dopo 10 anni, in Europa diventano circa 17.000 euro per un cittadino svedese, 15.500 per un danese – tedesco- inglese e 11.200 per un italiano. Peggio di noi solo il Portogallo (11.100) e la Grecia (10.800).

Questi numeri sono una media ovviamente. Ci saranno pochi che otterranno una remunerazione maggiore dal proprio capitale e molti che non otterrà proprio nulla. Purtroppo, conosco personalmente molte persone che tengono ancora i propri averi fermi sul conto, subendo inflazione e perdendo opportunità di guadagno. 

Il traguardo a cui devi puntare

Rispondendo alla domanda che ho fatto prima: quante disgrazie potrebbero essere evitate con più cultura finanziaria, la risposta è: molte. A mio avviso molte, se non la maggior parte, delle soprascritte disgrazie potevano essere evitate con un minimo di cultura finanziaria. 

Capito questo fondamentale concetto, non rimane che trovare gli strumenti adatti per imparare. 

Fortunatamente viviamo in un’epoca dove, grazie al web e con un pò di voglia e di curiosità, puoi trovare tutti gli strumenti necessari per apprendere in autonomia i concetti di base. 

Ripeto, non serve diventare esperti analisti o trader navigati. La cosa importante e diventare persone consapevoli in ambito economico e finanziario. Dovete essere in grado di capire e valutare in autonomia la qualità dei consigli e delle consulenze che ricevete. 

Come iniziare

 Il mio consiglio spassionato è quello di iniziare a leggere. Documentati su concetti base come investimenti, obbligazioni, conti deposito, azioni. Studia i vari strumenti finanziari e i rischi ad essi associati

Approfondisci temi come l’inflazione e gestione del debito. Su questo sito puoi trovare articoli mirati e semplici, che possono aiutarti a muovere i primi passi. L’importante è partire.

In contemporanea, inizia a gestire con attenzione le tue finanze personali. Annota entrate e uscite e cerca di essere parsimonioso. 

In principio, ti consiglio di stare alla larga dai vari venditori di corsi a pagamento. Alcuni sono vere e proprie truffe. Altri invece sono di alta qualità, tenuti da relatori molto competenti e preparati ma, soprattutto nelle fasi iniziali del tuo percorso di apprendimento, non sono necessari. Puoi formarti gratuitamente in autonomia

Ovviamente tutto sarebbe più facile se, come sostengo da anni, l’educazione finanziaria diventasse una materia scolastica, al pari della storia, della geografia e dell’aritmetica.

Conclusione

Siamo arrivati alla fine di questo articolo. Spero che i contenuti siano stati di tuo gradimento. Non mi stanco mai di sottolineare la vitale importanza, soprattutto con i tempi che corrono, di avere una buona conoscenza finanziaria. 

Ricorda sempre che sei tu la prima persona che deve prendersi cura delle tuoi soldi. 

Prima di qualunque banca, di qualunque consulente o di parenti e amici che ti danno consigli, sei tu che devi giocare un ruolo attivo nella gestione dei tuoi averi. 

Se ti interessa approfondire l’argomento ti invito a leggere gli articoli presenti in questo sito. Inoltre se vuoi altro materiale di studio non esitare a scrivermi. Ti risponderò il prima possibile e sarò ben felice di aiutarti. 

I canali di comunicazione sono i consueti, puoi usare i commenti sotto l’articolo, Facebook o, se preferisci, usa la mail

Con questo è davvero tutto. Ti ringrazio per l’attenzione e ti do appuntamento al prossimo articolo. Ciao. 

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