Il rischio negli investimenti

Bentornati cari lettori. In questo articolo voglio approfondire con Voi l’aspetto del rischio negli investimenti finanziari. Come ho detto in precedenza:

Non esiste nessun investimento senza del rischio associato

Non mi stanco mai di ripeterlo. Se qualcuno vi vuole far credere che ha la ricetta segreta per guadagnare senza rischiare diffidate sempre poiché è impossibile. Una bella bugia a volte affascina di più che una triste verità ,ma quando si parla di investire i propri soldi non si deve lasciarsi ammaliare da venditori di fumo.

 Per decenni, il risparmiatore italiano è stato abituato ad investire su buoni fruttiferi postali e titoli di stato considerati super sicuri. Molti istituti di credito, vendevano addirittura servizi finanziari con capitale garantito. Questo era semplicemente un falso storico. Per dirla in modo semplice: in quegli anni era talmente minimo il rischio annesso per certi prodotti (come i due presi in esempio nelle righe precedenti), che gli intermediari finanziari evitavano di dirlo. Ma il rischio 0 non è mai esistito. L’unico vero modo per non assumersi del rischio è non investire, restando un risparmiatore (ed accettarne le conseguenze nel bene e nel male).

Oggi quei tempi sono alle spalle. Come sappiamo, negli ultimi anni, tra fallimenti bancari ed aziende chiuse o in insolvenza, la tematica del rischio associato è diventata comune. Gli istituti di credito, sotto direttiva europea, fanno compilare un questionario chiamato MIFID, obbligatorio prima di proporre prodotti finanziari. Questo obbligo, nato a tutela del consumatore, serve ad identificare la propensione al rischio del singolo per tutelarlo e guidarlo prima di eventuali acquisti. 

COSA SI INTENDE PER RISCHIO 

Quando si parla di propensione al rischio si intende la misura della capacità di sopportare i rischi connessi ad un investimento finanziario. Ci tengo a ricordare che rendimento atteso e percentuale di rischio sono sempre associati. Investendo una somma per un dato periodo di tempo infatti, più si vorrà guadagnare più bisognerà rischiare. 

Capita ed accettata questa realtà, bisogna concentrarsi non sul SE rischiare ma su QUANTO rischiare. Questo quesito non ha una risposta unica per tutti. Ognuno di noi infatti, in base a condizioni familiari, patrimoniali ed emotive ha una situazione diversa. 

La propensione al rischio deve essere separata in:

  • Capacità di rischio;
  • Tolleranza al rischio.

CAPACITÀ’ DI RISCHIO

Questa capacità è calcolata sulla sopportabilità economica dell’investitore. In parole semplici quanti soldi possiamo permetterci di perdere senza andare a intaccare la nostra qualità di vita. 

Ovviamente per ogni persona la risposta è diversa e dipenderà da diversi fattori quali:

  • Patrimonio famigliare: più è cospicuo, maggiore sarà la capacità di sopportabilità;
  • Capacità di risparmio: fondamentale base per tutti i progetti di vita e finanziari, anche qui è molto rilevante. Più un investitore riesce a risparmiare più facilmente riuscirà a reperire risorse per supportare il proprio stile di vita ed a compensare la perdita;
  • Nucleo familiare: anch’esso determinante per un corretto calcolo. Quante persone lo compongono?, quanti familiari a carico ha l’investitore?, in quanti lavorano al suo interno?. Capite che, a parità di patrimonio,  un investitore single avrà teoricamente una capacità maggiore rispetto ad una madre o un padre lavoratore con coniuge e figli a carico. 

TOLLERANZA AL RISCHIO

Questo fattore, a differenza del precedente,  viene calcolato sulla tollerabilità emotiva dell’investitore.  Spiegato in altri termini,  quanti soldi riusciamo a perdere prima di andare in affanno mentalmente. Qui il discorso è completamente diverso poiché intacca direttamente la psiche dell’individuo. 

I fattori determinanti in questo caso sono: 

  • Carattere: si tende ad essere più calmi o più ansiosi? Ci agitiamo per ogni imprevisto o riusciamo a mantenere il sangue freddo? ;
  • Capacità di distacco: pensiamo a un infermiere che vede sangue e ferite nel quotidiano, ha un distacco emotivo diverso rispetto ad una persona che sviene appena vede un ago. Come l’infermiere, anche l’investitore dotato di una buone dose di distacco riesce a ragionare più lucidamente nei momenti di difficoltà;
  • Autostima: le persone con un’autostima forte riusciranno ed essere più ponderate in un momento in cui le cose non vanno come si pensava o davanti ad errori di valutazione. “ Non fare mai l’errore di pensare di non commettere mai errori”. Questa frase mi è stato ripetuta molte e molte volte nella mia vita. La morale è semplice ma fondamentale da capire: nella vita come negli investimenti, nonostante preparazione e competenze si sbaglia. L’importante è fare tesoro dei propri errori ed imparare da essi per migliorare. Una persona con una forte autostima troverà più facilmente la forza per rialzarsi ed andare avanti dopo gli sbagli commessi. 

La combinazione di questi due elementi è estremamente importante. Un investitore che sottostima la capacità di rischio può trovarsi a subire perdite tollerabili dal punto emotivo ma non patrimoniale. Un esempio chiaro è quello del giocatore d’azzardo patologico che nonostante le perdite, continua a giocare fino ad andare in rovina. 

All’opposto invece, sottostimare la tollerabilità ad eventuali perdite, mette la persona davanti al problema inverso. Davanti a ribassi assolutamente sostenibili a livello economico, la paura prende il sopravvento facendo commettere errori che portano inesorabilmente alla perdita di denaro. L’errore principe in questi casi è la vendità prima del tempo di recovery(tempo di recupero della perdita subita). Durante il crollo della borsa del marzo 2020 causa pandemia troppi investitori presi dal panico, hanno liquidato  le loro posizioni nel momento peggiore. Il risultato è stato quello di portare a casa perdite a volte anche molte elevate. 

Dopo aver capito, ed accettato, il rischio appare chiaro come il suo corretto calcolo sia fondamentale per il raggiungimento dei propri obiettivi. 

COME GESTIRE AL MEGLIO IL RISCHIO

Dopo aver capito cosa si intende per rischio ed aver appurato la sua imprescindibile presenza in ogni investimento, voglio dare qualche consiglio su come ottimizzarne la gestione.

  1. Fai prevalere la capacità sulla tolleranza: in questo modo non dovrai mai affrontare la condizioni in cui le perdite subite vadano a intaccare la tua qualità di vita;
  2. Sii più prudente e meno speculativo: non rincorrere il rendimento a tutti i costi. Scegliendo un profilo più cauto, abbasserai si il rendimento atteso, ma con esso diminuirà  anche il rischio associato. Consiglio sempre, soprattutto il fase iniziale, che è meglio guadagnare un pò meno che rischiare di perdere soldi;
  3. Allunga l’orizzonte temporale: il tempo nel mondo finanziario è molto importante. Più l’orizzonte temporale è lungo, più le oscillazioni del mercato ed il peso del market timing saranno indifferenti. I dati storici ci dicono che nel lungo periodo (almeno 20 anni) i mercati azionari tendono a crescere sempre; 
  4. Diversifica: una efficace (ma non eccessiva) diversificazione consente di puntare ad un rendimento atteso adeguato, riducendo notevolmente il rischio associato;
  5. Continua a risparmiare e aumenta la classe di liquidità: come dico sempre il risparmio sta alla base di tutto. Continuando a risparmiare possiamo sopperire ad eventuali perdite momentanee. Creando inoltre un buon fondo di liquidità possiamo andare a coprire  eventuali ribassi e, se conveniente, effettuare acquisti mirati a condizioni favorevoli (dovute appunto alla svalutazione momentanea);
  6. Analizza la tua tolleranza al rischio e cerca costantemente di migliorarla: come abbiamo visto questo fattore  è puramente psicologico. Qui si ricade in finanza comportamentale, materia molto affascinante, ampia e documentata da decenni. Il mio consiglio è quello di fare un bell’esame introspettivo. Solo noi conosciamo a fondo il nostro carattere e sappiamo i nostri punti di forza e debolezza. Se siamo ansiosi è ci agitiamo anche per il minimo evento evitiamo inizialmente prodotti dove la volatilità è notevole (azioni, fondi speculativi ecc).

 In concomitanza però cerchiamo di lavorare su noi stessi. Studiamo e documentiamoci molti cercando di acquisire sicurezza attraverso la conoscenza. Cicli economici, crisi finanziarie storiche, boom economici, funzionamento della macchina dell’economia sono tutti argomenti utili e molto interessanti, fruibili gratuitamente grazie a internet.  Il sottoscritto in questo modo ha migliorato di molto la propria tolleranza al rischio. Anni fà trovavo inconcepibile l’idea di poter perdere anche solo un euro risparmiato. Dopo anni di studio ho accettato serenamente questa possibilità a fronte di opportunità interessanti.

Tenete presente che l’essere umano  ha molta paura e va in ansia quando non conosce a fondo un argomento. Al contrario, con la consapevolezza,  può affrontare con ragionevole tranquillità i periodi di avversità. 

Spero di essere riuscito con questo articolo, a far chiarezza su questo argomento molto discusso ma spesso poco capito e sottovalutato. Se hai dubbi o richieste di chiarimenti ti invito a scrivere un commento.  Risponderò nel minor tempo possibile. Io vi ringrazio e vi do appuntamento al prossimo articolo.

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