La Yolo economy: cos’è e come cambierà il mondo del lavoro

Con il termine Yolo, o per meglio dire Yolo economy (economia Yolo), si intende uno stile di vita ed una corrente di pensiero che sta prendendo sempre più piede, soprattutto fra i giovani. 

Ma cos’è? Come funziona realmente e in che modo può innescare un importante cambiamento nel mondo del lavoro? Parliamone e cerchiamo di fare chiarezza in questo articolo. 

Bentornati cari lettori su Vivi con Poco.it. Io sono Giuseppe, risparmiatore, investitore e fondatore del sito che state leggendo. Periodicamente fornisco articoli e spunti di riflessione per aiutarvi a migliorare le vostre capacità di risparmio ed investimento.

L’origine del termine 

La parola Yolo è un acronimo derivante dalla lingua inglese: You Only live once. Tradotto in italiano: si vive una volta sola

Il termine non è un’invenzione attuale. Anche se l’origine è molto incerta, alcune fonti attribuiscono la creazione dell’acronimo all’attrice e star dei musical statunitense Mae West

Divenne poi virale nel 2011 grazie a una canzone di Aubrey Drake Graham, noto attore, produttore discografico e rapper canadese noto al pubblico come Drake. 

Il gergo Yolo economy ha invece origini recenti. Fu teorizzato dall’autore ed editorialista Kevin Roose nella primavera 2021. Roose, esperto di tecnologia ed automazione, ipotizzò uno scenario lavorativo figlio del connubio fra finanza, reti e tecnologia in generale.  

Cos’è la yolo economy

Come accennato nelle righe precedenti, per Yolo economy si intende:

 una filosofia di pensiero che ha come pilastro portante il coraggio di prendere decisioni audaci, indipendentemente dai rischi associati. 

Per contestualizzare il concetto in ambito lavorativo, consapevoli del fatto che si vive una volta sola, è inutile passare la vita facendo un lavoro che non ci aggrada pienamente, che non dà la possibilità di esprimere tutto il nostro potenziale o non soddisfa pienamente le nostre necessità. 

Questa corrente di pensiero trova consensi soprattutto fra i millennials. Noti anche come generazione Y, sono giovani lavoratori nati fra il 1981 e il 1999. Questi, avendo più dimestichezza ed attitudine con il mondo digitale e avendo davanti a sé ancora molti anni lavorativi prima del pensionamento, sono più propensi ad affrontare un cambiamento di lavoro migliorativo (anche se rischioso). 

Presente o futuro?

Quando si affronta il tema di nuovi scenari lavorativi, basati appunto sull’informatica e sulla digitalizzazione, si è portati a pensare che siano cambiamenti futuri, che devono ancora giungere ed essere applicati alla vita quotidiana. In realtà non è così.

Il mondo che ci circonda, e di conseguenza la nostra vita, è sempre più incentrata sulla tecnologia. Dai sistemi di pagamento, alla gestione degli appuntamenti, alle comunicazioni ecc. Provate ad andare in banca per fare qualche operazione di conto senza lo smartphone e vi renderete conto voi stessi di quello che scrivo. Il cambiamento è iniziato anni fà, e la pandemia da Covid-19 non ha fatto altro che dar vigore al fenomeno in atto.  

Per il comparto lavorativo il discorso è analogo. La transizione digitale è già in corso. Ne sono la prova le varie dinamiche di smart working, settimana lavorativa corta, grandi licenziamenti volontari (fenomeno del Big Quit) ed affini. Questi sono alcuni esempi di come il mondo del lavoro stia evolvendo. 

Gli effetti della pandemia in corso

Come ho scritto poc’anzi, la pandemia da Covid-19 ha stravolto le nostre vite sia dal punto di vista personale che lavorativo. Nessuno aveva previsto il fatto, né pianificato un piano di emergenza adeguato. 


Davanti a questo cataclisma, il mondo del lavoro è dovuto correre ai ripari al meglio delle proprie possibilità. Se per alcune categorie (come baristi, ristoratori ed operai) era sostanzialmente impossibile lavorare, altre hanno scoperto una nuova dimensione. Quella del lavoro da remoto.

Per le aziende e i datori di lavoro

Nonostante prima del Covid vi fossero isolati ed embrionali tentativi (soprattutto da parte dei dipendenti) nel far decollare questa modalità lavorativa, la pandemia ha fatto compiere dei passi in avanti impressionanti. 

Le aziende e gli imprenditori, prima decisamente restii, hanno compreso le enormi potenzialità dello smart working. Dipendenti più soddisfatti, risparmio nelle spese di struttura e risultati uguali se non migliori a livello di produttività. 

Facciamo un esempio concreto. Un amico imprenditore, operante nel settore dell’assistenza telefonica ai clienti, prima della pandemia era prossimo all’acquisto di un secondo immobile destinato all’accoglienza dei suoi nuovi dipendenti. 

Vista la costante crescita, lo spazio a disposizione nella sede centrale non era più sufficiente. Bloccato in fase di trattativa dalla pandemia, ha scoperto nel lavoro da remoto una formidabile arma di risparmio

Da marzo dello scorso, la maggioranza dei suoi lavoratori ha smesso di venire fisicamente in ufficio. Questo gli ha permesso di risparmiare sull’acquisto e sulla ristrutturazione della seconda sede. Ha ridotto inoltre i costi dovuti a pulizie, riscaldamento, utenze elettriche e di rete. 

I suoi dipendenti inoltre, sono più soddisfatti e produttivi. Hanno a loro volta risparmiato sia sui costi di trasporto sia su quelli accessori al lavoro (pausa pranzo fuori ed extra vari). Il tasso di mutua ed i licenziamenti sono calati e tutto sembra procedere per il meglio. 

Per i dipendenti

La Yolo economy trova la sua naturale applicazione proprio fra i dipendenti. Se è vero che il lavoro da remoto ha portato benefici anche a molte aziende, sono i  lavoratori subordinati a sposare di più questa nuova corrente di pensiero. 

La pandemia ha cambiato le priorità delle persone. Mentre prima le ambizioni dei subordinati erano incentrate su crescita professionale ed economica, dopo questo particolare periodo storico la priorità è divenuta la gestione del proprio tempo (lavorativo e libero). 

Lavoro da remoto e per obiettivi, maggior flessibilità, e realizzazione sono i nuovi temi. Se l’attuale impiego li permette bene, altrimenti si cambia. Non importa quanto sia rischioso questo cambiamento, ma la vita è una sola e va vissuta al massimo. Ecco la filosofia Yolo. 

A testimonianza di ciò che affermo, potete trovare numerose analisi. Da uno studio condotto da Microsoft, a livello globale, più del 40 % dei lavoratori sta considerando di cambiare lavoro nei prossimi 12 mesi per cercare condizioni a lui più favorevoli.

Circa la metà di loro ha dichiarato di voler cercare un altro lavoro da dipendente, che tenga conto delle sue mutate esigenze. Il restante 50 % invece vorrebbe lavorare in proprio per inseguire completamente i propri obiettivi, avere la totale gestione del tempo e non dover rispondere a nessun superiore.

Possibili sviluppi

Quando si parla di nuove filosofie, dobbiamo essere consapevoli che non esistono regole certe per quanto concerne il futuro. Il trend potrebbe avere vita breve, oppure diventare strutturale modificando drasticamente il mercato del lavoro. 

Una cosa però, almeno per il sottoscritto, è abbastanza certa. La pandemia ha dato stimolo a meccanismi da cui difficilmente si potrà fare marcia indietro. Per me siamo davanti a una nuova rivoluzione industriale che, con i suoi importanti cambiamenti, modificherà il modo di vivere, ragionare e lavorare delle persone.  

Un’opportunità per le zone periferiche

Nel secondo dopoguerra, abbiamo assistito al fenomeno dello spopolamento delle campagne e delle zone montane. Le persone lasciavano i propri luoghi natii per andare nelle città, dove vi erano maggiori opportunità lavorative. 

Oggi, grazie alla possibilità di lavorare da remoto, potremo assistere al processo inverso. Alcuni lavoratori hanno già iniziato a spostarsi. Se queste dinamiche persistono nel tempo, molti altri seguiranno.

Questo trend, rappresenta una importantissima possibilità di sviluppo per molte realtà, ora scarsamente popolate. Molti comuni lungimiranti, stanno promuovendo i loro territori, grazie a campagne pubblicitarie e mettendo a disposizione dei lavoratori appositi spazi, dotati di tutti gli strumenti necessari per lavorare in modo smart. 

Conclusione

Siamo arrivati alla fine di questo articolo. Spero che i contenuti siano stati di tuo gradimento. Se vuoi condividere con me la tua opinione ti invito a scrivermi nei commenti o sulla pagina Facebook, ti risponderò il prima possibile.

Grazie per l’attenzione, al prossimo articolo. Ciao. 

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