Cos’è il risparmio

Il risparmio, quella parola quasi onnipresente sulla bocca di molti nonni e genitori, quell’arte che per molti secoli ha permesso alle persone di superare momenti della storia molto difficili e, a detta di molti, una delle peculiarità del nostro popolo. Quante volte si è sentito dire: l’Italia è un popolo di risparmiatori. Ma cos’è effettivamente il risparmio? 

Nel mondo economico e finanziario,  per risparmio si intende la quota di reddito non spesa nell’arco temporale in cui viene percepita, ma accantonata per essere utilizzata in futuro.

Spiegando con un esempio, il signor X guadagna in un mese 1000 euro dal suo lavoro e sostiene spese per 700 euro.  I 300 restanti sono il suo avanzo mensile che, se accantonati, equivalgono alla cifra risparmiata dal lavoratore in oggetto nel dato periodo.  

Mi rendo conto che certi concetti sembrano elementari e assolutamente scontati ma purtroppo non lo sono. Il risparmio è alla base di tutti gli obiettivi economici e finanziari che ci possiamo porre nella vita. Data la sua importanza, non trovo saggio  lasciar qualcosa di non detto anche a costo di essere ripetitivo e di partire dalle basi che tutti dobbiamo conoscere.

L’IMPORTANZA DEL RISPARMIO

 Come sarebbe possibile creare un fondo per le emergenze, acquistare un elettrodomestico o un autoveicolo, andare in vacanza o anticipare soldi per l’acquisto di una casa senza aver accumulato un capitale? Se escludiamo aiuti o regali  economici dai familiari, cospicue eredità o vincite fortunate al gioco, il risparmio costate è l’unico modo per la creazione del suddetto capitale. Certo si potrebbe ricorre al credito erogato da società specializzate nel settore come finanziarie, banche e affini. Si eviterebbe il problema dell’assenza di capitale ma, come vedremo nei successivi articoli, è quasi sempre sconveniente utilizzare soldi presi a credito rispetto ai propri.

Mi è spesso capitato di conoscere persone che non riescono in alcun modo a risparmiare, anche se percettori di redditi elevati. Un esempio di quanto appena scritto lo troviamo in un libero professionista di mia conoscenza che, pur avendo un reddito di 172.000 euro lordi annui (ultima dichiarazione dei redditi), ricorre costantemente al credito per far fronte alle sue spese. Nella maggior parte dei casi, come in questo, analizzando le abitudini di vita delle persone si denota una parziale o totale mancanza di pianificazione finanziaria e di frugalità. L’unico limite di spesa è il reddito, ovvero spendono tutto quello che guadagnano (poco o tanto che sia). Di questo passo, come potranno creare un capitale necessario per i vari progetti o anche solo per far fronte alle spese impreviste? E’ semplicemente impossibile, poichè se si spende tutto ciò che si guadagna ci si ritrova sempre con saldo a 0. Come conseguenza, si rimarrà inevitabilmente dipendenti dal reddito di lavoro ed esposti alle variazioni di condizione (come la riduzione delle entrate) ed agli imprevisti economici che la vita riserva a quasi tutti, prima o dopo.

Nelle righe precedenti sono state citate due pietre miliari del risparmiatore di successo:

  1. Aver sotto controllo le proprie finanze, in special modo aver ben chiaro quale siano le nostre spese sia primarie che secondarie. Per primarie sono da intendersi tutte le voci di costo indispensabili come il cibo, la casa, le utenze, le cure mediche ecc. Per secondarie tutte quelle spese che possono essere contenute o addirittura eliminate senza compromettere la qualità della vita. In parole povere quelle di cui si può fare tranquillamente a meno. 
  1. Frugalità o semplicità volontaria. Su questo macro concetto, si sono scritti decine di libri, si trovano video e vi sono scuole di pensiero più o meno estreme. Per semplificare, il concetto di semplicità volontaria (dall’inglese downshifting) indica una filosofia di vita improntata sulla riduzione dei propri consumi, con una conseguente riduzione del fabbisogno di denaro. Se si hanno spese  per 1000 euro mensili serviranno almeno 1000 euro per farvi fronte, altresì se una persona riesce ad abbassare le proprie spese del 30%, saranno sufficienti 700 euro per  provvedere ai propri bisogni. Tutto ciò permette di poter risparmiare una parte importante del proprio reddito o di  lavorare meno e godersi più la vita al di fuori dall’ambito lavorativo.

Negli articoli che seguiranno proverò, tramite anni di approfondimento e studio della materia  e grazie alle mie dirette esperienze, a tramandare spunti di riflessione, consigli e materiale vario per indirizzare i lettori al concetto di frugalità e risparmio finalizzato al raggiungimento dei propri obiettivi. 

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