In smart working si risparmia?

Ma lavorando da casa (smart working in inglese) si risparmia veramente? Questa è una delle domande più discusse in questo periodo di pandemia. La risposta è assolutamente sì.

Bentornati cari lettori io sono Giuseppe risparmiatore, investitore e fondatore del portale Vivi con Poco.it. In questo video andremo a scoprire, numeri alla mano, quanto è perché dal punto di vista economico questa soluzione permette di risparmiare centinaia, o addirittura migliaia, di euro ogni anno. 

Le fonti per questo articolo

Per questa stesura, mi sono basato su due articoli usciti nelle scorse settimane, rispettivamente di Variazioni e SoS Tariffe.

La prima realtà è un’azienda nata nel 2009 a Mantova specializzata sulle tematiche di Smart working, work-life balance e change management. La seconda realtà è un noto sito web, nato con lo scopo principale di far risparmiare i lettori in tema di utenze e tariffe varie. 

Variazioni evidenzia i soldi risparmiati per i lavoratori che hanno avuto la possibilità di lavorare in modalità smart, mentre SoSTariffe analizza l’aumento inevitabile dei costi legati alle utenze domestiche.

Io ho confrontato entrambi i dati ed ho fatto i conti, cercando di fornire ai lettori un quadro completo della situazione basato su numeri concreti. Per fare un’analisi precisa è imparziale tralascerò tutte quelle che sono le emozioni personali limitandomi ai numeri.

I pro dello smart working

Il conto del risparmio è presto fatto: calcolate tutti i costi che sostenete nella giornata lavorativa completa, compresi gli spostamenti dalla propria abitazione alla sede di lavoro, e azzerateli quasi completamente. 

Secondo Variazioni, la media per individuo si aggira intorno ai 17 euro. Questa cifra tiene conto del costo del trasporto (se venite da lontano in auto la cifra di risparmio aumenta), del costo del pranzo e dei vari “extra” durante il dì (caffè, snack ed affini). 

Se prendiamo 17 e li moltiplichiamo per 22 giorni lavorativi al mese otteniamo 374 euro. In un anno si avrà un risparmio di 4.114 euro (escludendo un mese di ferie, 374 * 11 = 4114). 

Come detto, se vi recate al lavoro in auto, alla cifra stimata dovrete aggiungere tutti i costi legati al veicolo. Acquisto del mezzo, manutenzione ordinaria e straordinaria, usura ecc. Per avere un’idea chiara del costo al km del vostro mezzo potete consultare le tabelle apposite sul sito dell’Aci. 

Sono molteplici i casi di famiglie che, grazie allo smart working, hanno limitato in maniera significativa l’utilizzo di mezzi privati (in alcuni casi anche vendendo la seconda auto per inutilizzo), facendo del bene sia al proprio conto in banca che all’ambiente. 

I contro dello smart working

Lavorando da casa, inevitabilmente le spese per le utenze aumentano. Essendo fuori per circa 10 ore al giorno si consuma meno luce, meno acqua e meno gas ( una media calcolata sommando 8 ore di lavoro effettivo + pausa pranzo + tempo di spostamenti). 

Secondo gli studi fatti da Sos Tariffe l’aumento dei costi è differente a seconda del nucleo familiare:

  • Single: circa 150 euro all’anno;
  • Coppia: circa 200 euro all’anno;
  • Famiglia: dai 250 ai 300 euro all’anno.

A questo bisogna sommare un aumento della spesa alimentare per il pasto a casa. Secondo uno studio condotto da Tate (altro sito specializzato in costi e tariffe), l’aumento pesa per circa il 2 % sulla spesa annuale. 

Chi non aveva ancora una linea veloce a casa, deve inserire nell’elenco dei costi anche l’abbonamento mensile. Il costo cambia da operatore ad operatore, con una media di 20 – 30 euro. Io arrotondo a 300 euro all’anno (se spendete di meno o conoscete tariffe molto convenienti scrivetelo nei commenti, può essere utile a qualche lettore). 

Risultati del confronto

Una volta analizzati tutti i costi sostenuti ed i soldi risparmiati il risultato appare evidente. Nonostante un aumento dei costi a carico, il risparmio ottenuto non dovendosi recare fisicamente e quotidianamente al lavoro è evidente. 

Considerando i 17 euro di media sopracitati, ad un single bastano meno di 9 giorni per andare a pari con le utenze maggiorate. 

Se prendiamo in analisi una coppia dove entrambi possono lavorare in smart il risparmio cresce esponenzialmente. Stesso discorso per il nucleo familiare. 

Non so quante aziende in futuro permettano uno smart working al 100% ma, ipotizzando anche solo metà mese lavorando da casa , per un single un risparmio di 2000 euro è assolutamente fattibile (17 euro al dì x 11 giorni al mese = 187 x 11 mesi all’anno = 2057 euro). 

Conclusione

Come ho detto all’inizio dell’articolo, ho limitato il contenuto dello stesso a freddi numeri per essere più imparziale possibile ed esporre solamente dati economici concreti. 

Oltre a questo ci sono tematiche emotive legate al poter lavorare da casa sia positive che negative, a seconda delle preferenze individuali. 

Ci saranno lavoratori che preferiranno recarsi fisicamente in ufficio per aspetti legati alla socialità, al confronto diretto o per preferenze proprie. Di contro ce ne saranno altri che preferiranno l’ottimizzazione degli spostamenti e la tranquillità di lavorare in un ambiente domestico.

Le ragioni emotive sono molteplici e personali. Ognuno di noi sa da solo come e dove preferisce lavorare. Io mi sono limitato ad analizzare i numeri, come sono solito fare.

Siamo arrivati alla fine per oggi. Io ti ringrazio per l’attenzione e ti invito, come di consuetudine, a scrivere i tuoi pensieri nei commenti, o se preferisci su Facebook. Ti risponderò il prima possibile.

Con questo è davvero tutto, al prossimo articolo. Ciao. 

1 commento su “In smart working si risparmia?”

  1. Buon articolo. A mio avviso però ci sono molti aspetti non trattati.
    In più, se tutti lavorassero da remoto cosa farebbero le persone che hanno attività nei pressi degli uffici? Pensiamo a bar, ristoranti ed affini. Queste persone hanno già pagato un caro prezzo con la pandemia, di questo passo chiudono.

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