La famiglia monoreddito nel XXI secolo

Costo della vita che aumenta, bollette sempre più care, carburante alle stelle. Quanto volte al giorno sentiamo radio o telegiornali affrontare queste tematiche. Alla luce di questi costi è possibile, mantenendo una buona qualità della vita, essere una famiglia monoreddito oggi? Ne parliamo in questo articolo. 

Bentornati cari lettori, io sono Giuseppe: risparmiatore, investitore e fondatore del sito Vivi con Poco.it. Periodicamente pubblico articoli con l’obiettivo di aiutare le persone a migliorare le proprie capacità di risparmio ed investimento. 

Il primo passo è la sintonia

All’interno di una coppia o di una famiglia, assieme al rispetto, una caratteristica che non dovrebbe mai mancare è la sintonia. 

Qualunque decisione presa, deve essere condivisa da entrambi i componenti della coppia. Sarebbe molto difficile (per non dire impossibile), perseguire sulla strada scelta senza un continuo e congiunto sforzo. 

Una decisione molto importante, come quella trattata in questo articolo, deve essere presa consapevolmente ed in assoluta sintonia. Solo così si potranno gestire i vari aspetti (sia positivi che negativi) che questa scelta di vita comporta. 

Mi rendo conto che a molti possono sembrare concetti elementari (e forse lo sono), ma vengono troppo spesso sottovalutati, provocando conseguenza anche molto gravi. 

I pro e contro della famiglia monoreddito

Come la maggior parte delle cose della vita, anche questa scelta presenta lati sia positivi che negativi. Andiamo ad analizzare entrambi.

Gli svantaggi

Il primo è maggior svantaggio è abbastanza ovvio, avere una sola entrata in casa. 

In un periodo dove il costo della vita aumenta costantemente, sicuramente due entrate sono meglio di una. Forniscono maggiori risorse a disposizione del nucleo familiare e dimezzano il rischio di perdita del lavoro.

Se un solo membro della famiglia lavora, in casi di perdita di impiego o di riduzione del reddito possono esserci problemi importanti. Pensiamo alla cassa integrazione, alla riduzione di orario o situazioni analoghe. 

Il secondo problema, a mio avviso minore, è quella della realizzazione lavorativa. Scegliere di fare la casalinga o il casalingo, comporta un’ovvia rinuncia al lavoro ed a tutte le prospettive di crescita ad esso connesse.

Lo ritengo un problema minore, non perché trovo sbagliato cercare soddisfazione o crescita dal comparto lavorativo sia chiaro. Semplicemente chi punta alla carriera non prenderebbe nemmeno in considerazione l’ipotesi di fare la casalinga. Il fatto quindi è marginale.

I vantaggi

Visti i contro, passiamo ad analizzare i pro. Una famiglia monoreddito ha sicuramente a disposizione più tempo libero. Per tempo libero intendo le ore effettive non dedicate al lavoro. Questo è il vantaggio fondamentale

Prendiamo ad esempio un nucleo familiare in cui entrambi i componenti abbiano un impiego a tempo pieno (circa 40 ore settimanali). Se si lavora in due le ore dedicate al lavoro diventano 80, se una sola persona lavora rimangono 40.

Le restante ore a disposizione possono essere dedicate a svariate attività, prima fra tutte la cura della propria famiglia e della propria casa. 

Chi ha figli sa benissimo quanto tempo richieda la loro gestione. Fra scuola, attività extra scolastiche, compiti, malattie ed affini la vita di moltissimi genitori è una continua corsa finalizzata all’incastro delle suddette incombenze con il lavoro. 

Se si escludono i casi di orari più che flessibili o di nonni quasi a completa disposizione, la frenesia è assicurata. A volte non sarà neppure sufficiente. Molte famiglie devono pagare persone terze per occuparsi dei propri figli durante le loro assenze per fini lavorativi. 

Una famiglia con un padre o una madre casalinga potrà gestire in assoluta autonomia la crescita della prole, non delegando niente a terzi. Godrà di una tranquillità diversa e di più tempo con i propri cari. 

Anche la gestione della casa risulterà molto più semplice. La maggior parte dei lavoratori saprà che spesa, pulizie e faccende domestiche devono essere fatte nei ritagli di tempo. 

Avete presente i fine settimana tipo con spesa, ferro da stiro in mano, lavatrici ed aspirapolvere? Tutte queste attività possono essere fatte in settimana, liberando il week end da noiose incombenze. Il risultato sarà del vero tempo libero di qualità. 

L’importanza del risparmio nella famiglia monoreddito

Non l’ho ancora scritto ma la mia è una famiglia monoreddito. Negli anni una delle critiche che mi è stata posta più spesso è: “cosa serve avere tempo libero a disposizione se non hai i soldi per godertelo”.

Qui si potrebbe aprire un dibattito infinito. Per il sottoscritto però la risposta è molto semplice e si basa su due temi fondamentali:

  1. Per godere di tempo libero di qualità non ho necessità di spendere cifre elevate;
  2. Non sempre la famiglia monoreddito ha a disposizione meno soldi.

Il primo punto è stato trattato in un precedente articolo. Se non l’avete ancora letto Vi invito a farlo. Per sintetizzare, sono convinto che si può godere di momenti felici di qualità, senza il bisogno di dilapidare grosse somme di denaro. Per me la felicità sta nelle piccole cose: una gita in montagna, una passeggiata nel bosco o in un parco con pranzo al sacco ecc. 

Il secondo tema invece, è supportato da diversi studi e da anni di esperienza personale. Siamo abituati a pensare che due stipendi generano necessariamente più soldi a disposizione. Ma siamo sicuri che sia realmente così? 

Nella maggior parte dei casi si, ma molti meno di quanto si creda.

Una famiglia monoreddito, grazie al risparmio, può ridurre voci di costo molto importanti ed impattanti sul bilancio. Fra i principali troviamo:

  • Autovettura: oggi in quasi tutte le case troviamo almeno due veicoli. Quando una sola persona lavora (e si abita in una zona fornita dei servizi di base), si può ridurre drasticamente l’utilizzo del secondo mezzo fino ad arrivare alla completa eliminazione. In questo modo si possono risparmiare centinaia di euro all’anno;
  • Spesa: come scrivo in altri articoli, la spesa è una delle voci di costo più significative per le famiglie italiane. Avendo a disposizione più tempo, in fase di acquisto possiamo preferire le materie prime ai prodotti lavorati (sempre più costosi). Nel mio caso il risparmio è stato veramente importante;
  • Ristoranti e delivery: come per la spesa, anche il cibo a domicilio o le cene consumate al ristorante possono essere ridotte drasticamente avendo tempo per cucinare in tranquillità;
  • Asilo nido, baby sitter e collaboratori domestici: come tutti saprete, il costo dei nidi è molto elevato (anche 6 – 700 euro mensili). Stesso discorso sono gli stipendi pagati a persone terze per le incombenze legate ai figli o alla cura della casa.

Se a queste voci di costo aggiungiamo le detrazioni per il coniuge a carico spettanti, scopriremo che il risparmio ottenuto va quasi a sostituire un modesto stipendio. 

Il ruolo fondamentale della casalinga – casalingo

Nelle righe precedenti ho parlato dell’importanza della sintonia all’interno del nucleo familiare e del risparmio. Manca un elemento fondamentale però per far si che tutto funzioni per il meglio: comprendere e riconoscere il ruolo della casalinga all’interno della coppia

Troppo spesso si tende a considerare la persona senza reddito una sorta di “mantenuto”. Questa visione è profondamente sbagliata.

Chi lavora in casa ha un ruolo vitale. E’ lui infatti che, per la maggior parte del tempo, si prenderà cura della famiglia, della casa ed ottimizzerà il risparmio. Non dimenticate mai che questa figura, anche se indirettamente, guadagnerà soldi poiché:

ogni euro risparmiato è un euro guadagnato.

Se, come nel mio caso, al vostro fianco avrete una persona in grado di fare tutto questo, la vostra strada sarà in discesa. Altresì anche alla luce di entrate economiche importanti, la gestione risulterà particolarmente difficoltosa. 

Valorizzate e rispettate sempre chi, con una scelta coraggiosa, sceglie di dedicare l’interezza delle sue giornate alla famiglia. 

Part time, un giusto compromesso

Un giusto compromesso tra tempo libero ed entrate economiche può essere quello del lavoro ad orario ridotto, Part time in inglese. 

Lavorando per esempio la metà delle ore settimanali previste, manterrete un minimo di entrate (e di contributi pensionistici) ed avrete più tempo da dedicare a voi ed alla vostra famiglia. 

Nel nostro paese purtroppo, troppo spesso l’orario ridotto viene ostacolato e “mal digerito” dal datore di lavoro. Questo porta molte persone a prendere decisioni drastiche. 

Mi auguro che nel prossimo futuro, pur rispettando e capendo le necessità imprenditoriali, si ottengano maggiori tutele in questo ambito. Trovo inaccettabile che ancora oggi, molte madri lavoratrici debbano scegliere tra lavoro e famiglia. 

Per chi è indicata questa impostazione familiare

La scelta di essere una famiglia monoreddito ai giorni nostri non è assolutamente facile. Richiede preparazione, sinergia e coraggio. Proprio per questo non è adatta a tutti.

La ritengo praticabile soltanto se siete dotati di entrate sufficientemente stabili e se avete sotto controllo la totale  gestione delle proprie finanze. Non potete assolutamente improvvisare. Il rischio di trovarsi in affanno economico è sempre presente. 

Se non avete sotto controllo questi aspetti o se già faticate ad arrivare alla fine del mese con due stipendi, non prendete nemmeno in considerazione questa scelta. Non fate il comune errore di pensare: “lo faccio poi mi regolo dopo”. Prima si pianifica e si costruiscono delle basi solide, solo successivamente si possono raccogliere i risultati. 

Potrei tenervi qui giorni parlando di calcoli  e casi. Se vi interessa un approfondimento numerico scrivetemelo nei commenti (o su Facebook se preferite), potrebbe essere oggetto per un futuro articolo. Per adesso mi fermo, ricordandovi ancora l’importanza della gestione e della pianificazione finanziaria per raggiungere i propri obiettivi di vita. 

Con questo è veramente tutti. Io vi ringrazio per l’attenzione e vi do appuntamento al prossimo articolo. Ciao. 

4 commenti su “La famiglia monoreddito nel XXI secolo”

  1. Articolo super come al solito!!!
    Vorrei aggiungere che, spesso, si immagina la casalinga seduta sul divano tutto il giorno a sorseggiare bibite o a guardare telefilm. Colei che si prende cura della propria casa/ famiglia lavora duro tutto il giorno. È vero, dei giorni di più, degli altri meno, ma in casa c’è sempre qualcosa da fare!!! Buona serata.

    1. Grazie per il commento.
      Si è proprio come hai scritto. Ti annoi se hai voglia di annoiarti e lavori se hai voglia di fare. In una casa non manca mai il lavoro. Proprio per questo il ruolo della casalinga o casalingo che sia è FONDAMENTALE.
      Andrebbe riconosciuto di più anche a livello di Stato. Sia dal punto di vista previdenziale che assicurativo. Qualcosa si stà muovendo, speriamo che si concretizzi in fretta.

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